Di seguito una breve intervista realizzata da Euractiv al Prof. Pilar Maresca, docente di storia della musica presso il Real Conservatorio Profesional de Música Julián Arcas (Almería). L’intervista esplora le possibili misure che l’UE potrebbe attuare per potenziare l’uso delle più recenti tecnologie nella didattica delle scuole superiori.
E: Cosa ne pensa del ruolo della tecnologia nelle scuole? Quali misure può adottare l’Unione Europea per promuoverne l’utilizzo?
P.M.: Non c’è dubbio che l’uso della tecnologia nella società del XXI secolo sia necessario e inarrestabile. Nell’ambito dell’istruzione, la sua utilità è stata recentemente dimostrata durante la pandemia.
Il mondo è connesso tramite Internet, il che in ambito educativo significa la possibilità di condividere conoscenze e promuovere la cooperazione all’interno dell’intera comunità educativa europea. D’altro canto, l’uso dell’inglese come lingua internazionale si presenta come uno strumento essenziale per questa comunicazione. Pertanto, l’investimento dell’UE in questi due elementi (competenza in inglese e alfabetizzazione tecnologica) è da considerarsi fondamentale.
E: A suo parere, cosa ostacola il miglioramento dell’alfabetizzazione digitale nelle scuole?
P.M. In molte occasioni, la padronanza delle nuove tecnologie da parte di insegnanti e studenti si scontra con la realtà di infrastrutture inadeguate, se non obsolete, nei loro centri di lavoro/studio.
Pertanto, negli strumenti utilizzati per misurare l’alfabetizzazione digitale e l’uso delle tecnologie negli istituti scolastici, un aspetto essenziale da valutare è la reale possibilità di applicare le conoscenze acquisite nella formazione digitale promossa dall’UE e dalle amministrazioni degli Stati membri.
E: Ritiene che esista un divario tecnologico tra studenti e insegnanti nelle scuole?
P.M. Un gran numero di insegnanti riscontra un divario tra la propria alfabetizzazione digitale e quella dei propri studenti, da un lato, e le infrastrutture digitali effettivamente a loro disposizione, dall’altro. Con investimenti adeguati da parte dell’UE nelle infrastrutture digitali per i centri educativi e con la volontà di insegnanti e studenti di migliorare il loro utilizzo delle nuove tecnologie, sono certo che sarà possibile raggiungere gli obiettivi prefissati dall’UE in questo ambito.

